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Sergio Scarpetta, Alessio Scaggiante, Erika Rosso: l’Italia domina il World WCDF GAYP QT 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da cb   
Sergio Scarpetta, Alessio Scaggiante, Erika Rosso: l’Italia domina il World WCDF GAYP Qualifying Tournament 2011
 
A Sanremo, all’Hotel Nyala, dal 17 al 22 ottobre 2011, erano di scena i massimi campionati mondiali di dama inglese del 2011, ovvero quelli della specialità GAYP (a mossa libera): il Challenge uomini per designare lo sfidante al titolo iridato detenuto da Ronald King delle Barbados; il Challenge per designare la giocatrice che affronterà la turkmena Amangul Berdiyeva, per il titolo mondiale femminile; il Campionato del Mondo giovanile cioè il challenge degli under 18 che in questo caso – come prevede il regolamento – designa direttamente il campione iridato.
Capita così che nella meravigliosa Riviera ligure, nella soleggiata e splendida giornata conclusiva, il cielo si colori (ancora una volta!) d’Azzurro e per ben tre volte. Sergio Scarpetta da Cerignola (FG) vince il massimo challenge e conquista il titolo di Gran Maestro della specialità, la sedicenne Erika Rosso di Saint-Marcel (AO) vince, anzi, stravince con un turno di anticipo, il challenge femminile, ed il tredicenne Alessio Scaggiante di Casale sul Sile (TV), già vicecampione europeo cadetti di dama internazionale, si laurea Campione del Mondo dei Giovani, accompagnato sul terzo gradino del podio da Gennaro Bruno di Bacoli (NA), giungendo a pari punti con il secondo classificato che però aveva prevalso negli scontri diretti. Incontenibile la gioia del Team Azzurro ed in particolar modo del Direttore Tecnico Daniele Bertè, impeccabile nel seguire i giocatori e nel curare i dettagli organizzativi, unitamente a tutto la staff federale.
   
Sembrano ormai così lontani i tempi in cui i libri di dama italiana prendevano spunto dai vari autori inglesi e ci si domandava se un giorno si sarebbe riusciti a competere con i mostri sacri del damismo inglese e mondiale… Oggi, il livello di gioco raggiunto, la profondità di analisi e lo stile italiano sembrano aver cambiato la geografia mondiale della dama. Anche perché la “dama inglese” (diffusissima in tutto il Mondo e su internet) è una disciplina diversa da quella comunemente giocata in Italia (la dama italiana è praticata quasi esclusivamente nella Penisola) ed è diversa anche da quella principalmente praticata in Europa (la dama internazionale, su cento caselle). L’approccio ad un gioco diverso da quello nazionale non è certamente immediato, né tantomeno semplice, ma evidentemente il metodo di studio, i supporti tecnologici all’avanguardia in Italia ed il modo di impattare sulla damiera a 64 caselle, ha consentito di costruire e consolidare quell’ “italian style” che ha permesso, per l’ennesima volta, agli atleti azzurri di avere la meglio sugli avversari che pur praticano solo questa disciplina… Ed è una vittoria di tutti i damisti italiani e della loro passione per questo meraviglioso gioco: un successo del livello tecnico raggiunto nel nostro Paese.
Era l’estate del 2005 quando un gruppetto di italiani vinceva 24 a 8 una sfida a Manchester contro gli inglese, con un team nazionale formato da Michele Borghetti, Giovanni Fava, Antonio Tassone e Gaetano Mazzilli, con quest’ultimo che aveva fatto da apripista al gioco inglese già in passato, facendo più di qualche apparizione nei tornei d’oltre oceano.
Ma già nei primi anni del 2000, con l’inizio dei Giochi Sforzeschi a Milano (dove la FID è stata fondata nel 1924!), l’ideatore della manifestazione damistica, Argimino D’Atri, aveva la brillante intuizione di introdurre con regolarità e pertinacia, i primi tornei di dama inglese, ricevendo l’approvazione di qualche inglese più volte presente, come David Harwood (oggi 33° del ranking mondiale). Tornei di dama inglese, diventati poi, in graduale ma continuo susseguirsi, prima campionati italiani lampo, poi semilampo ed infine dei veri e propri campionati italiani di dama inglese, a sé stanti, oltre all’evento milanese da cui hanno avuto origine.
In seguito con la formale istituzione della Nazionale Italiana, si approda alle prime Olimpiadi della mente, disputate a Pechino nel 2008, raccogliendo gli ottimi piazzamenti degli italiani (Paolo Faleo e Mirco De Grandis nella Top Ten), proseguendo con i vari trofei delle Nazioni nel 2009 a Fossano vinto dall’Italia (composta da Sergio Scarpetta già allora miglior giocatore del torneo, Paolo Faleo, Claudio Ciampi, Roberto Tovagliaro) e poi a Praga nel 2010 vinto sempre dall’Italia (Claudio Ciampi, Roberto di Giacomo, Daniele Macali e Luca Salvato), intervallati dalla buona prestazione al Challenge nell’isola di White nel 2009 e dalle ottime vittorie oltre confine agli MSO inglesi (Walter Celani), prima di approdare alla vittoria strepitosa di Michele Borghetti al Challenge di Dublino nel 2010 e l’eccezionale match mondiale a Cleveland appena due mesi fa.
Tanti elementi che si ritiene doveroso considerare nell’insieme, perché evidentemente non si tratta più e soltanto delle straordinaria gesta di un singolo, ma di sinergia di condizioni tecniche, motivazionali e organizzative, che hanno generato una ormai molteplicità di successi, non più scindibili tra loro perché al momento di incoronare il giocatore sul gradino più alto del podio, c’era sempre la divisa italiana della FID e per ben tre volte, ha risuonato sempre lo stesso Inno, quello di Mameli. E tutti, proprio tutti, i rappresentanti dei quattro continenti (mancava solo l’Oceania) in piedi hanno reso omaggio all’Italia!
Ma niente è stato semplice. Dai preparativi dell’evento, alla webcam in streaming sulla miglior damiera, dalla ricerca degli inni e delle bandiere nazionali, alla digitazione quasi in diretta delle partite giocate (160), all’acquisizione dei visti per qualche squadra nazionale il che non hanno ancora un’ambasciata in Italia (come il Turkmenistan che si è appoggiato alla Germania). E certamente intensi e faticosi sono stati i preparativi degli atleti: le analisi di Sergio Scarpetta sono state ritenute eccezionali considerato che erano dal vivo e con tempo contingentato. Le capacità di Erika Rosso sono apparse strabordanti rispetto alle avversarie che le hanno strappato solo un punto su ventiquattro. Ed Alessio Scaggiante, piccolo-grande astro del firmamento damistico ha dimostrato di avere una flessibilità ampia su tutte le specialità a 64 o 100 caselle che siano.
Emozionante davvero la vittoria di Sergio Scarpetta. La più sofferta perché la più prestigiosa, e viceversa! Sempre al comando, seppur di poco o appaiato con altri. A due turni dalla fine (4 partite al termine) lo score segnava 15 punti per l’italiano ma anche per Kondlo e Francis, giunti poi rispettivamente secondo e terzo. Sergio rifila 4-0 alla campionessa mondiale femminile, la forte Amangul Berdiyeva, mentre il sudafricano ed il barbadoregno devono accontentarsi di una vittoria per 3-1 su Claudio Cimapi e Jim Morrison. Nell’ultimo turno partite al cardiopalmo e tutti e tre i pretendenti che ottengono un 2-2, con Kondlo che spreca con Bechwith una occasione a portata di mano che gli sarebbe valsa il titolo, grazie al miglior quoziente, e che visibilmente rattristato dopo le premiazioni si isola sconfortato.
Semplicemente meravigliosa la cavalcata implacabile di Erika Rosso che “prende a pedinate” le sue avversarie e già al primo giro di tabellone lascia intuire come andrà a finire. Si troverà ad affrontare la più esperta professionista e supercampionessa turkmena Amangul Berdiyeva, per il Match che vale il titolo Mondiale. Ma Erika è già nella storia del damismo mondiale, a prescindere dal match.
Apparentemente meno sofferta, ma in realtà molto patita dagli addetti ai lavori, la vittoria di Alessio Scaggiante, perché si assegnava un Titolo Mondiale, ed era un’occasione irripetibile; perché ad un certo punto, dopo il 2-2 contro il connazionale Gennaro Bruno, sembrava più incerto il finale, o forse semplicemente perché sembrava troppo irreale e da sognatori pensare che il genietto biondo dopo l’argento europeo potesse portare all’Italia il primo Titolo Mondiale della storia della Federazione Italiana Dama!
Il livello di gioco è stato elevatissimo, a detta di molti e specialmente di Alexander Moiseyev, il Campione del Mondo in carica della specialità 3-move (cioè con l’aperture, con le prime tre mosse sorteggiate) che sul forum della federazione americana si è sbizzarrito a commentare ed analizzare gran parte delle partite dei tre Challenge – Master, Donne e Giovani – ed ha espresso grande apprezzamento per il livello di gioco osservato ed ha così sintetizzato: “È stato un evento emozionante in cui vengono raccolti tutti i giocatori di classe mondiale e ha generato un emozionante standard di giocate di elevato calibro.”
Impeccabile la direzione di gara formata dagli inglesi Ian Caws e John Reade, rispettivamente segretario generale e tesoriere della World Draught/Checker Federazion, coadiuvati dallo splendido Ezio Valentini che si è prodigato in un eccezionale lavoro di trascrizione delle partite e di aggiornamento in tempo reale dei risultati, ma soprattutto nel far da collante sia tecnico che linguistico.
Impeccabile ed apprezzata l’accoglienza alberghiera e gli abbondanti e diversificati pasti, nonché l’aperitivo di apertura e di chiusura dell’evento. Ottima l’attività dell’ufficio stampa federale capitanato da Adolivio Capece e dell’albergo con l’ottima Mara Pardini a coinvolgere testate ed emittenti locali e nazionali.
Straordinaria e partecipata la cerimonia di premiazione che ha avuto in Igor Varnero (manager dell’albergo) lo speaker impeccabile in inglese fluente. Hanno presenziato l’Assessore Regionale allo Sport Gabriele cascino, l’Assessore Comunale allo Sport Gianni Berrino, il Delegato Regionale FID Ugo Rastello, anche in rappresentanza del CONI Regionale, il campione del Mondo Ronald King, la Campionessa Mondiale Amangul Berdiyeva, il Vice Presidente Mondiale WDCF Richard Bechwith che ha ringraziato per la splendida organizzazione, il Vicepresidente FID Carlo Bordini che a nome del Presidente FID, Renzo Tondo, che ha seguito con attenzione l’evento, ha consegnato a tutti i principali collaboratori delle targhe ricordo.
 
Queste le classifiche finali.
 
Sanremo (IM), Hotel Nyala, 18-22 ottobre, 2011
Direzione di Gara: Ian Caws, John Reade, Ezio Valentini.
 
 
Challenge Gayp “Master”
 
1° Sergio Scarpetta (ITA) 21; 2° Lubabalo Kondlo (Saf), 20.84; 3° Jack Francis (Bar), 20.83; 4° Jim Morrison (Usa) 19.74; 5° Bashim Durdyev (Tkm), 16.53.50 +sd; 6° Igor Martinov (Ger) 16.53.50 –sd; 7° Richard Bechwith (Usa) 16.62; 8° Garret Owens (Irl) 16.58; 9° Amangul Berdiyeva (Tkm), 15.59; 10° Claudio Ciampi (ITA) 15.55; 11° Ingo Zachos (Ger) 14; 12° Anthony Bishop (Usa) 13; 13° Filip Kareta (Cze) 12, 14° Roberto Tovagliaro (ITA), 11.
 
 
Challenge Gayp “Women”
 
1^ Erika Rosso (ITA), 23; 2^ Irma Bejasvili (Isr) 13; 3^ Gultach Madanova (Tkm), 9; 4^ Akbabek Hudayguliyeva (Tkm), 3
 
 
World Championship Gayp “Youth”
 
1° Alessio Scaggiante (ITA) 20; 2° Maksat Durdyev (Tkm) 14 +sd; 3° Gennaro Bruno (Ita) 14 –sd; 4° Gochmayrat Gochakov (Tkm) 0.
 
 
 
Dettagli su www.sanremodama.it
Tabelloni completi ed applet delle partite su http://www.cdadamello.com/public/tornei/2011/GAYP_WCT/index.html  
 
 
Sotto alcune istantanee...
 
I_tre_vincitori_del_Challenge
i tre vincitori: Sergio Scarpetta, Alessio Scaggiante, Erika Rosso.
  
 
Podio_Campionati_Mondiali_GAYP_2011
il podio del Campionato del Mondo Gayp Giovanile: Maksat Durdyev, Alessio Scaggiante, Gennaro Bruno.
  
podio_donne
il podio del Challenge Mondiale Gayp donne: Irma Bejasvili, Erika Rosso, Gultach Madanova.
 
Podio_master
il podio del Challenge Mondiale Gayp Master: Lubabalo Kondlo, Sergio Scarpetta, Jack Francis.
Foto_di_gruppo
una foto di gruppo: in basso Ezio Valentini, Gennarro Bruno, Ronald King, Roberto Tovagliaro, Alessio Scagginate, Erika Rosso, Claudio Ciampi, Daniele Bertè, Sergio Scarpetta,  dietro in alto John Reade, Ingo Zachos, Ian Caws, Carlo Bordini, Richard Bechwith.
 
  Il_gruppo_delle_donne
 una foto tutta al femminile, con la campionessa mondiale Amangul Berdiyeva al centro.
 
Bordini_con_il_gruppo_USA
continua l'intesa Italia-Usa: il vicepresidente FID Bordini con i tre rappresentanti americani, rispettivamente Richard Bechwith, Jim Morrison, Anthony Bishop.
 
 
 
 
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Si informa che é disponibile sul sito del NADO Italia  la Lista delle sostanze vietate e dei metodi proibiti WADA nella versione in italiano.


Per consultare sul sito del NADO Italia la normativa aggiornata, andare a questo link: [ clicca qui ]




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