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La dama è un gioco che ha origini molto antiche, di cui si trovano tracce in opere tramandateci dal mondo greco-romano, ma il primo trattato vero e proprio sul gioco della dama giunto fino a noi è stato scritto nel 1537 dallo spagnolo Torquemada.

Le regole della dama sono molto semplici e sono patrimonio tradizionale di ognuno, infatti la dama è tipicamente il primo gioco su tavoliere che viene insegnato ai bambini. Ma il gioco in realtà è complesso: è stato calcolato che nella dama sono possibili più di 300 miliardi di miliardi di posizioni. Un numero enorme, che supera ogni capacità di memorizzazione e gestione umana. Il fascino del gioco della dama sta proprio nella sintesi di questi opposti: è il più semplice fra i giochi complessi.

Ma occorre fare una precisazione. La dama attualmente è diffusa in tutto il mondo di cultura europea, comprese Americhe e Oceania, ma, a differenza del gioco cugino degli scacchi, non si è arrivati ad una unificazione delle regole a livello internazionale, così permangono differenze anche rilevanti fra i vari paesi. In alcune nazioni (specialmente in Russia e Olanda) è praticata la cosiddetta "dama internazionale" che si gioca su damiera a 100 caselle, con 20 pedine per giocatore. Questa variante della dama non è per niente un gioco "semplice": ha una complessità paragonabile a quella degli scacchi, e molto maggiore del gioco su damiera a 64 caselle, popolare in Italia, Spagna e nel mondo anglosassone (con alcune differenze di regole).

Da secoli il gioco della dama trova cultori e studiosi.