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Pagina 1 di 5 Il gioco della dama
Le ricerche archeologiche hanno confermato che già molti secoli prima dell'era cristiana esistevano giochi con la damiera (tavola) e le pedine. Un completo di questo tipo di giochi (una damiera 3x6 con pedine rotonde) il più antico (circa 5000 a.C.), appartenente al periodo predinastico che termina nel 2900 a.C., è stato trovato in Egitto, nella città di El-Mahash. La tavola (damiera) è divisa in tre linee orizzontali e si trova attualmente in un museo di Bruxelles. I giochi su tavola dell'antico Egitto sono stati spesso paragonati al gioco della dama. Parlando di questi giochi nella «Rivista Archeologica» francese, alcuni famosi archeologi del secolo scorso scrivevano «Jeu de dames» e «draughts». Questa terminologia però derivava dalla inesattezza delle descrizioni. Il gioco dell'antico Egitto aveva in comune con la dama di oggi solo la damiera e le pedine tutte uguali. Non si è in grado di stabilire delle analogie fra l'antico gioco egiziano e quello della dama attuale, perchè le pergarnene di quel periodo, pur conservando le immagini dei giocatori non riportano le regole del gioco in modo completo e chiaro.
Nella tomba egizia di Kurna, vicino a Fiv, datata 1350 a.C. sono stati trovati diagrammi di damiere 9x9, più grandi e con maggior numero di quadrati di quelle usate per il gioco dell'alkerk o querques (quest'ultimo si giocava su damiere 5x5 e le pedine si muovevano verticalmente, orizzontalmente e diagonalmente). Probabilmente le regole per prendere le pedine avversarie erano simili a quelle della dama (salto sopra le stesse). Ma il movimento delle pedine avveniva sulle linee e non sui quadrati come per la dama, perciò non è possibile ritenere questi giochi come prototipi della dama. Altrimenti si potrebbe paragonare alla dama anche l'antico e diffuso gioco orientale del «go», che non ha alcuna somiglianza con essa. Presso gli antichi greci erano diffusi due giochi con la damiera: la «petteia» e la «cubea» (da cubo/dado). Giocando la petteia si usavano solo la damiera e le pedine; nella cubea, invece, oltre a queste si usava anche un dado che veniva gettato prima di ogni mossa. Nel completo di questo gioco infatti, oltre alla damiera e alle pedine era compreso anche il dado. Nel museo etrusco-gregoriano del Vaticano si trova un'anfora di Exekias (datata 530-525 a.C.) su cui sono raffigurati Achille ed Ajace seduti, mentre giocano. Dal disegno si può notare che entrambi stanno muovendo delle pedine su una damiera. Non è possibile però stabilire le dimensioni della damiera nè la forma delle pedine. L'unica testimonianza archeologica che riguarda questo gioco è il gruppo di terracotta ritrovato ad Atene da K. Bursian e del quale diede per la prima volta notizia nel 1855 Hugo Blumner: «Il gruppo di terracotta di Atene illustra questo gioco (petteia) rappresentando un ragazzo e una donna che giocano attorniati dal pubblico. La damiera, composta da 42 quadrati, si vede dall'alto con 12 pedine patte distribuite in modo irregolare. Non si può, nonostante tutto, stabilire con sicurezza l'esatta posizione delle pedine sulla damiera». Più tardi per il gioco con le pedine (pessoi) si usò il termine «polis» (città). Questa parola viene usata per la prima volta da Euripide (480-406 a.C.) nella sua tragedia «Le supplici». Uno degli abitanti di Tebe chiede a Teseo come era governato il suo paese. Teseo risponde che nella democratica Atene, come le pedine (pessoi) del gioco «polis», tutti gli abitanti, sono uguali. Da questo gioco trae un paragone lo stesso Aristotele (384-322 a.C.) quando nella sua «Politica» parla dei greci cacciati dalla città di Atene (apolidi), paragonandoli alle pedine che, rimaste isolate da quelle dello stesso colore, devono aspettarsi grandi tribolazioni. Oltre alla patteia e alla ricordata cubea, in Grecia era in uso anche un altro gioco sulla damiera. Secondo il Murray questo gioco si giocava su una damiera senza quadrati, ma con sole linee, come si può dedurre dal nome stesso «Pentagramma» (cinque linee). Anche Polluce ha ricordato questo gioco sostenendo che derivava da un'altro molto più antico di cui però non sono rimaste tracce attendibili.
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Su una di quelle pergamene è stata trovata l'immagine del faraone Ramsete III che, con una donna, gioca su una damiera 6x6. Nella stessa pergamena è descritta anche la partita, ma fino ad oggi non è stata ancora decifrata.